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DISMA fu crocifisso come Gesù Cristo. Gli inchiodarono i
piedi e le mani alla croce. Non esiste la possibilità che
sia stato semplicemente legato alla croce. Non era questo il modo
di crocifiggere i grandi criminali. I piedi e le mani erano trafitti
e la tortura era orribile.
Crocifisso a fianco di Gesù, DISMA si rese subito conto
della sua mitezza e dolcezza. È vero che l'Evangelista parla
di ladroni che bestemmiavano ma, secondo gli interpreti, si può
intendere in questo plurale un modo per indicare la classe dei ladroni
e non il fatto che entrambi stessero bestemmiando.
Disma osservò la pazienza di Gesù e si commosse.
Toccato dalla Grazia, si convertì miracolosamente. Eroica
fu la fede e ammirevole la fiducia di quel povero Ladrone in quell'ora.
Vedeva al suo fianco un uomo crocifisso, bestemmiato, insultato
in modo vile dalla plebe, dai sacerdoti e dai nemici. Nonostante
ciò, toccato miracolosamente dalla Grazia, riconobbe in Gesù
crocifisso il Messia e il Signore del Regno celestiale.
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